Descrizione estesa
Domenica 20 settembre alle ore 16.30, in Piazza Garibaldi a Sinalunga, si terrà la Commemorazione degli Internati Militari Italiani (IMI), dedicata ai 124 sinalunghesi deportati nei campi di prigionia tedeschi e austriaci dopo l’8 settembre 1943, uomini che si trovarono improvvisamente di fronte a una scelta drammatica: aderire alla Repubblica Sociale Italiana e continuare a combattere al fianco della Germania nazista oppure rifiutare, pagando le conseguenze di quella decisione.
La grande maggioranza degli Internati Militari Italiani scelse di non aderire. Non fu una scelta priva di conseguenze, ma un atto di rifiuto che significò per molti la deportazione, la perdita della libertà e l’internamento in condizioni estremamente dure. Nei campi tedeschi e austriaci gli IMI furono sottoposti a fame, freddo, malattie, lavori forzati, violenze e privazioni, lontani dalle proprie famiglie e senza sapere quando avrebbero potuto fare ritorno a casa. Molti non sopravvissero alla prigionia; per chi tornò, quella esperienza lasciò segni profondi, spesso difficili da raccontare anche dopo la fine della guerra.
Durante la cerimonia saranno presentati i risultati della ricerca “La triste rubrica. Internati di Siena e provincia nei lager nazisti (1943-1945)”, sarà svelata una targa commemorativa, posta all’interno del Palazzo Comunale di Sinalunga, e seguirà il concerto della Fanfara dei Bersaglieri in congedo della Provincia di Siena.
Il Comune di Sinalunga vorrebbe che fosse un momento di memoria condivisa con le famiglie di quegli uomini. Per questo il Comune lancia un appello alla comunità: se qualcuno riconosce un nome, conosce una famiglia o ha la possibilità di mettersi in contatto con un familiare, è invitato a segnalarlo al Comune di Sinalunga, sarà ricontattato per un invito ufficiale alle cerimonia.
L’obiettivo è quello di riuscire a raggiungere i familiari, oltre a quelli già rintracciati e invitati, e dare loro la possibilità di partecipare alla cerimonia e rendere omaggio ai propri cari, contribuendo così a mantenere viva la memoria di una pagina importante della nostra storia. Anche un cognome, un ricordo o una conoscenza possono essere preziosi per aiutarci a rintracciare queste famiglie.
La cittadinanza è inviata a partecipare.