Lungo la antica Via Lauretana, in località Cetine, poco fuori da Farnetella, si erge una semplice croce di campagna. Chi passa di lì potrebbe scambiarla per uno dei tanti segni della devozione contadina toscana, e invece quella croce custodisce una storia di amore, dolore e memoria che ancora oggi gli anziani del paese raccontano sottovoce, come una leggenda vera.
La croce è dedicata a Spartaco Morelli, giovane nato a Farnetella l’11 luglio 1909. Viveva con i genitori, Giulio e Orlandina, insieme al fratello Riccardo e alla cognata Annunziata, in una famiglia semplice, legata alla terra e ai ritmi della campagna.
Spartaco era un ragazzo riservato, ma con un cuore ardente. Da tempo si era innamorato di Libia Lucioli, una giovane maestra elementare del paese, sua coetanea. Libia era una ragazza colta e gentile, una fortuna rara per quei tempi. Aveva potuto studiare grazie al fratello maggiore Salvo, amministratore dei beni della Parrocchia di San Giovanni. La famiglia viveva nella Prebenda insieme a Don Perticucci, parroco di Farnetella in quegli anni.
Gli anziani raccontano ancora che, nelle sere d’estate, quando il sole calava dietro le colline della Valdichiana e il paese si riempiva del profumo del mosto e della legna bruciata, Spartaco salisse all’ultimo piano della sua casa per cantare serenate rivolte a Libia. Le loro abitazioni erano in vie diverse, ma abbastanza vicine perché la voce del giovane potesse raggiungere le finestre della ragazza nel silenzio della sera.
Ogni mattina Libia percorreva a piedi la strada verso la piccola scuola di Cetine, seguendo una scorciatoia tra i campi. Talvolta Spartaco la accompagnava per un tratto, camminando accanto a lei tra i cipressi e la polvere bianca della strada.
Fu proprio lungo quel cammino che il destino si compì. Il 10 ottobre 1938, Libia uscì di casa come ogni giorno diretta alla scuola. A metà strada incontrò Spartaco. Quel mattino il giovane trovò finalmente il coraggio di dichiararle apertamente il suo amore. Ma Libia, forse sorpresa, forse impossibilitata a ricambiare quei sentimenti, lo respinse.
In quell’istante, sopraffatto dalla disperazione, Spartaco imbracciò il fucile che aveva con sé e si sparò davanti a lei. La tragedia sconvolse Farnetella. La notizia raggiunse la famiglia Morelli mentre tutti erano intenti nella vendemmia. Fu il signor Cennini, guardia del Comune di Sinalunga, a portare la terribile comunicazione.
Da quel giorno, nel luogo della tragedia, i familiari vollero lasciare una croce. Ancora oggi quella croce veglia silenziosa sulla Via Lauretana, memoria di un amore impossibile e di una vicenda che il paese non ha mai dimenticato.