Centri urbani

Storia e caratteristiche delle frazioni di Sinalunga

SINALUNGA

Sinalunga - panoramica
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Sinalunga - panoramica

Capoluogo del Comune, è di origine antichissima. Le sue colline risultano densamente abitate fin dall’epoca etrusca. Alla base della collina su cui sorge, un tempo passava la Via Consolare Cassia. Nel luogo in cui è ubicata la pieve romanica di “San Pietro ad Mensulas” al tempo dei romani c’era la stazione di posta “ad Mensulas”.
Il moderno centro storico si sviluppa su una struttura ovoidale risalente a prima dell’anno Mille. Sono ancora visibili lunghi tratti di mura e porzioni di torri di difesa. La visita a questa parte del centro storico permette di godere di uno splendido panorama sulla valle sottostante, oltre che di assaporare il gusto antico che gli stretti vicoli sanno trasmettere. Esattamente al centro della Sinalunga medievale, in una piazza, le cui ridotte dimensioni ne esaltano ancor di più la struttura, si trova il Palazzo Pretorio, costruito a somiglianza del Palazzo Pubblico di Siena.
Immediatamente fuori dall’ovale medievale è ubicata la chiesa Collegiata di San Martino, eretta alla fine del '500 sul terreno della vecchia rocca andata distrutta nella guerra tra Siena e Firenze.

 

BETTOLLE

Bettolle - territorio
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Bettolle - territorio

Il moderno complesso urbano si è sviluppato intorno al piccolo centro medievale, del quale restano pochissime tracce, ed alla “Reale Fattoria” appartenuta per lungo tempo ai Cavalieri di Santo Stefano e poi ai Granduchi di Toscana. La Fattoria di Bettolle era una delle più importanti del Granducato. Oggi restano: la splendida villa, ancora intatta e moltissimi fabbricati rurali, conosciuti come “Poderi Leopoldini” perché costruiti su volere e con le indicazioni del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena.
Sul territorio immediatamente a valle di Bettolle scorre il Canale Maestro della Chiana, sui cui argini si possono fare delle passeggiate rilassanti, lontano dai rumori della vicinissima autostrada A1 e dagli svincoli della superstrada Siena-Perugia

 

FARNETELLA

Farnetella
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Farnetella

Il toponimo Farnetella trae origine, probabilmente da farnia, albero della famiglia della querce, ma a foglie più larghe, e di minore sviluppo. La farnia cresce in grande quantità presso Farnetella, specialmente a Castelvecchio. Su Farnetella non si hanno notizie di origini antichissime. L'origine di Farnetella risale al Medioevo e precisamente in un periodo compreso tra il V secolo ed il VI secolo. Nel primo medioevo fu residenza di un ramo della famiglia dei Cacciaconti, ovvero i conti della Scialenga, poco dopo aver preso dimora nel castello di Rigomagno. Farnetella fino dalla sua origine era ubicata su un altissimo poggio, sopra l'attuale abitato, chiamato tuttora, non a caso Castelvecchio. Era circondata da forti ed alte mura e la sua posizione era inespugnabile. All'interno si trovava il Castello, descritto come potente e inaccessibile intorno all'anno 1000, che faceva parte del piccolo dominio dei nobili Barotti.Il primo documento che si riferisce a Farnetella risale al 1175, un documento con il quale Siena ordinava ai conti Scialenghi la restituzione del castello di Farnetella agli antichi proprietari, i Conti BarottiIl primo documento che si riferisce a Farnetella risale al 1175, un documento con il quale Siena ordinava ai conti Scialenghi la restituzione del castello di Farnetella agli antichi proprietari, i Conti Barotti. Nel 1271 Farnetella fu accusata di alto tradimento verso la Repubblica di Siena, per aver dato ricetto a Ghibellini fuoriusciti dalla città. Sia per Farnetella che per Rigomagno è difficile dire se furono gli abitanti ad offrire ricetto, o se, piuttosto, non furono i Ghibellini ad invitarsi da soli. Su Farnetella, fu applicata la legge che prevedeva secondo il costituto del 1262, che i castelli del contado o distretto di Siena, che si fossero resi colpevoli di tradimento veso la Repubblica, dovevano essere distrutti e mai più ricostruiti. Nel 1324, dopo che Farnetella era già stata ricostruita, Messer Deo Guccio Tolomei, ribelle del Comune di Siena, con le sue truppe, la saccheggiò, la devastò e la incendiò. Con pazienza, gli abitanti tornarono a ricostruire il loro paese con una cerchia di mura più ampia. Nel 1554, Farnetella subì un nuovo assalto, che sostenne coraggiosamente, da un distaccamento dell'esercito di Carlo V. Farnetella fu a lungo comune indipendente, ma fu annesso al comune di Sinalunga alla fine del XVIII secolo.

 

GUAZZINO

Guazzino - Madonna delle Grazie
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Guazzino - Madonna delle Grazie

Centro urbano che si è sviluppato di recente, su un bellissimo crinale collinare tra Sinalunga e Bettolle, grazie alle importanti fornaci di laterizi della zona. Tuttavia la zona risulta abitata da tempi ben più antichi, come dimostra anche la chiesa seicentesca della Madonna delle Grazie. 

 

SCROFIANO

Scrofiano - Borgo medievale
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Scrofiano - Borgo medievale

Caratteristico borgo di età medievale dalla tipica struttura ovoidale. Può essere raggiunto percorrendo due strade diverse, entrambe molto suggestive. Una da valle, dalla via parallela alla strada a grande scorrimento Siena-Bettolle, l’altra dalle colline di Collalto. Scegliendo il primo percorso si consiglia, poco dopo aver imboccato la via per Scrofiano, di prendere la prima stradella a sinistra. Si tratta dell’antica via medievale di accesso. Poco più avanti, sulla sinistra, la chiesetta di San Giovanni: al suo interno un affresco trecentesco. Da questo punto Scrofiano presenta un profilo splendido. Il vecchio tracciato medievale prosegue fino al paese, ma può essere percorso solo a piedi o con piccoli mezzi adeguati. Dovendo proseguire con auto occorre tornare indietro fino all’incrocio e prendere a sinistra. La strada sale leggermente fino alla porta d’ingresso.
Il percorso a monte è caratterizzato invece da un avvicinamento tra boschi e campi coltivati. L’altitudine consente una vista splendida su buona parte della Valdichiana. In lontananza una catena ininterrotta di monti, dal Pratomagno ai Sibillini. Verso sud il lago Trasimeno e quelli più piccoli di Chiusi e Montepulciano.
Si arriva a scoprire Scrofiano solo a poche centinaia di metri dall’abitato, da una posizione sopra elevata. Il panorama merita di essere visto. Il profilo del paese è decisamente diverso da quello che si vede da valle: meno caratteristico nello specifico, ma decisamente bello visto nell’insieme del paesaggio.
La visita del centro storico, da prendere con calma per il forte dislivello tra i vicoli permette di scoprire angoli suggestivi, rimasti intatti da secoli.
Dalla Porta a Sole inizia un percorso, da fare a piedi, di rara bellezza naturalistica. Il sentiero, pressoché pianeggiante, percorre una piccola valle isolata da tutti i rumori e conduce all’antica chiesetta della Madonna del Soccorso. La costruzione sorge in una piccola radura nel bosco, ai piedi dei primi monti di Collalto. Anticamente questa strada proseguiva alla volta di Trequanda. 

 

RIGOMAGNO

Rigomagno - Colle degli Ulivi
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Rigomagno - Colle degli Ulivi

Fu costruito sul Colle degli Ulivi nel 1292 ad opera della Repubblica di Siena, dopo che la stessa aveva ordinato la distruzione del vecchio castello (che sorgeva verso metà del colle più a nord), come ritorsione per un presunto tradimento, che in seguito risultò non vero.
La planimetria, giunta a noi pressoché intatta, risente fortemente del disegno razionalmente essenziale, di stile militare, eseguito dagli ingegneri dell’esercito.
Rigomagno conserva ancora gran parte della cinta muraria originale, alcune torri e due delle tre porte di un tempo.
All’interno tutto è ancora in buono stato: le strade, le strutture, gli orti, sono ancora in grado di trasmettere sensazioni che solo pochissimi centri medievali possono dare.
All’esterno, una strada corre intorno, tra le mura e gli oliveti in un percorso altamente suggestivo, fatto di odori, silenzi e panorami mozzafiato.
Splendidi i poggi circostanti che permettono, agevolmente, per le tante strade ed i moltissimi sentieri a disposizione, passeggiate indimenticabili, fuori dai rumori e dalla frenesia dei tempi moderni.
Ma la caratteristica principale di questa Terra splendida è la presenza discreta dell’uomo. Non c’è angolo del territorio rigomagnese che non sembra lasciato alla natura, eppure, guardando con più attenzione, campi e boschi mostrano l’intervento dell’uomo, un intervento misurato che, in genere, non va oltre l’indispensabile.